domenica , 22 ottobre 2017
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Profughi, vertice straordinario Ue. Londra: frontiere chiuse a tutti

“Non sostenibile». Theresa May, il ministro britannico dell’Interno, ha definito così la situazione attuale dell’immigrazione nel suo paese. Ma parla della libera circolazione tra i paesi dell’Unione europea. Quindi anche dei tanti italiani: a Londra ne vivono 250mila, più o meno quanti in tutta Venezia. E così il tema di questi giorni – la tragedia dei migranti – si allarga aprendo un altro fronte, che mette a dura prova le regole che l’Europa si ha dato.

COLPITI ANCHE GLI STUDENTI
Si torna a definire “stranieri» i cittadini che hanno diritto di muoversi in Europa. Libera circolazione per la quale Londra ora reclama nuove regole. L’immigrazione dai paesi Ue, “più che raddoppiata» negli ultimi cinque anni verso la Gran Bretagna, mette pressione, sostiene Theresa May in un articolo pubblicato ieri dal Sunday Times “sulle infrastrutture, come case e trasporti, e sui servizi pubblici, come scuole ed ospedali». May chiede che sia autorizzata la permanenza in Gran Bretagna solo a chi già ha un contratto di lavoro, chiudendo le porte ai disoccupati. E anche gli studenti, una volta finiti i corsi, si vorrebbe che tornino a casa se non trovano subito un’occupazione.

SCHENGEN SOTTO ACCUSA
E la tragedia dei migranti? È “esacerbata dal sistema europeo di assenza di frontiere», secondo la May. Ma all’area Schengen la Gran Bretagna non ha mai voluto aderire. Su quest’altro fronte, la stessa May ha firmato con Bernard Cazeneuve e Thomas De Maiziere, i ministri dell’Interno di Francia e Germania, un appello per un vertice “entro due settimane» della Ue: “Non possiamo perdere altro tempo. L’attuale situazione richiede un’azione immediata e solidarietà in ambito europeo». La risposta è stata rapida, via Twitter, da parte della presidenza di turno lussemburghese dell’Unione, che ha fissato per l’incontro, che sarà tra i ministri dell’Interno dei 28 stati aderenti, la data del 14 settembre.

Vertice che si prevede teso. Il ministro francese degli Esteri, Laurent Fabius, ieri ha attaccato i Paesi dell’Est: “Quando vedo un certo numero di Paesi europei, in particolare dell’Est, che non accettano le quote, lo trovo scandaloso». E poi: “Non rispettiamo i valori dell’Europa costruendo barriere che non useremmo nemmeno per gli animali» riferendosi, senza nominarla, all’Ungheria, per la recinzione lungo il confine con la Serbia. Clima incandescente. Matteo Renzi, in un’intervista al Corriere della Sera, ha indicato la proposta italiana per i prossimi mesi, di avere “una politica di immigrazione europea, con un diritto d’asilo europeo». Anche se l’Europa, nei fatti, non sembra riuscire ad accordarsi su nulla rispetto a questa emergenza.

Ma è un fatto che le ultime tragedie, non più soltanto in un’area percepita come “lontana” dal Nord Europa, quella del Canale di Sicilia, sono entrate nel cuore – non solo geograficamente – del Vecchio continente. I 71 corpi morti trovati in un camion sull’autostrada che da Budapest porta a Vienna hanno cambiato la percezione collettiva di quanto sta avvenendo. Come ha ricordato ancora una volta Papa Francesco all’Angelus: bisogna “cooperare con efficacia» per impedire questi “crimini che offendono l’intera famiglia umana».

LA MAFIA DEI TIR
Ma le indagini non riescono neanche a dipanare la matassa della mafia che gestisce il traffico di uomini dai Balcani. I tre bambini siriani in grave stato di disidratazione, salvati venerdì dalla polizia austriaca – erano in fin di vita all’interno di un camion nel quale viaggiavano altri 23 migranti – sono scomparsi dall’ospedale di Braunau am Inn dove erano stati ricoverati. Sono spariti, con i loro familiari, che evidentemente li hanno costretti a continuare la fuga verso il nord. L’autista era un rumeno, arrestato. Mentre sono cinque gli arresti per il camion dell’orrore, trovato abbandonato giovedì scorso con 71 cadaveri: quattro bulgari e un afgano. L’ultimo arresto è di ieri, ad opera della polizia ungherese. Si tratta di un bulgaro accusato di “traffico illegale di essere umani». Quindi un comprimario, altrimenti l’imputazione sarebbe stata di omicidio plurimo.

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