domenica , 20 agosto 2017
Thumbnail for 9975

Mangi troppi grassi? Il tuo cervello potrebbe mutare

SONO miliardi di miliardi e tutti insieme costituiscono circa 1,5 kg del nostro peso corporeo. Sono i batteri (o flora intestinale che dir si voglia) che ci portiamo dietro ogni giorno e che condividono con noi il nostro intestino, dove giocano un ruolo fondamentale per l’assorbimento di nutrienti, la protezione da patogeni e allergie, la produzione di energia e anche il buon funzionamento del cervello. Questo infatti suggerisce una ricerca presentata al meeting annuale della Society for the Study of Ingestive Behavior di Denver, secondo cui squilibri in questo “micro-esercito” dovuti a una dieta ricca di grassi riuscirebbero ad alterare anche i segnali che dall’intestino raggiungono il cervello.

L’ipotesi alla base dello studio – condotto sui ratti – è che esista una via di comunicazione, chiamata appunto gut-brain axis (asse cervello-intestino), che recentemente ha acceso un grande interesse nel campo degli studi di gastroenterologia e neuroscienze. Su questa autostrada si incontrerebbero, interagendo tra loro, i segnali provenienti dall’apparato gastro-intestinale e quelli del sistema nervoso. Probabilmente con la complicità degli ormoni e anche dei batteri che popolano l’intestino. Ma andiamo con ordine.

Così i batteri influenzano la nostra salute
Nel loro studio, i ricercatori guidati da Krzysztof Czaja dell’University of Georgia College of Veterinary Medicine hanno sottoposto alcuni ratti a due diversi tipi di diete: una standard, contenente circa il 6% di grassi, l’altra ad alto contenuto di grassi, circa il 35% (in grado di rendere obesi i roditori). In realtà ogni piccolo cambiamento della dieta modifica il microbioma intestinale alquanto velocemente – bastano 24 ore – e diversi studi da tempo indagano il contributo delle diverse popolazioni di batteri intestinali nello sviluppo dell’obesità. Anche il team di Czaja ha osservato che la dieta ad alto contenuto di grassi induce dei cambiamenti importanti a livello intestinale, cambiamenti paragonabili a quando ci troviamo ad assistere a un repentino cambiamento di temperature in un posto: alcuni si adattano bene, altri non lo sopportano e si ammalano.

Qualcosa di analogo avviene anche ai batteri messi alla prova da un regime alimentare fuori norma: “Improvvisamente, diverse sostanze nutritive cambiano il microambiente intestinale e alcuni batteri iniziano a espandersi. Altri batteri cominciano invece a morire e alcune popolazioni potrebbero addirittura scomparire”, spiega Czaja: “In questo modo, l’introduzione di un cambiamento significativo nel microambiente intestinale innesca una cascata di eventi che porta a dei cambiamenti in questa popolazione di batteri”. Nel caso della dieta ricca di grassi, per esempio, aumentano batteri quali Streptococcus mitis, il Proteus mirabilis, il Lactobacillus animalis e l’Enterococcus faecalis. Un cambiamento a cascata, continuano i ricercatori, che si ripercuoterebbe fino al cervello.

Come raccontano i ricercatori, infatti, nei topi obesi alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi si osservava una riduzione delle afferenze vagali (riferite al nervo vago, nda) e l’attivazione delle microglia (cellule che fanno parte del sistema nervoso dove svolgono un ruolo soprattutto di difesa) a livello del nucleo del tratto solitario, una zona del cervello. Inoltre, nei test condotti in vitro, quando i batteri osservati nello studio venivano posti a contatto con i neuroni, questi ne venivano danneggiati.

Tutto questo, concludono gli scienziati, supporterebbe l’ipotesi che diete sbilanciate, come quelle ad alto contenuto di grassi, alterano la comunicazione tra intestino e cervello, modificano i circuiti cerebrali, potenzialmente inducendo infiammazione, alterando la sensazione di sazietà e contribuendo allo sviluppo dell’obesità.

– ’ ’ ,