domenica , 22 ottobre 2017
Thumbnail for 8558

Lavoro, crescono i contratti stabili. Renzi: Jobs act la strada giusta

Secondo l’Inps, nei primi sei mesi dell’anno in Italia sono stati accesi 252.177 nuovi contratti a tempo indeterminato nel settore privato rispetto a un anno fa, mentre restano stabili le assunzioni a termine e si riducono di 11.500 quelle con apprendistato. Nello stesso periodo, il saldo tra i nuovi rapporti di lavoro e le cessazioni è di 638.240 a fronte dei 393.658 di un anno fa. Il dato è accolto con entusiasmo dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, secondo cui siamo “sulla strada giusta contro il precariato e il Jobs Act è un’occasione da non perdere, soprattutto per la nostra generazione”.

INPS Crescono i lavori stabili, più 36%. Come era quella del Jobs Act che aumenta il precari? #italiariparte tutto il resto è noia…

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 10 Agosto 2015

Questo invece il commento del presidente del Pd Matteo Orfini

Dati su contratti precari che diventano stabili dimostrano che siamo sulla strada giusta.E che la sinistra nn deve avere paura di governare

— orfini (@orfini) 10 Agosto 2015

Il trend del mercato del lavoro – I dati sul mercato del lavoro non mostrano tuttavia un trend costante, nonostante il Jobs Act che dal 7 marzo ha introdotto in Italia il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti che consente il licenziamento senza tutela dell’articolo 18.

Per stimolare l’occupazione, il governo Renzi ha poi previsto dal 1 gennaio 2015 sgravi contributivi fino a 8.000 euro annui per tre anni per le imprese che assumono in maniera stabile. Istat ha registrato nel secondo trimestre del 2015 tassi di occupazione e disoccupazione saliti entrambi di 0,1 punti percentuali rispetto ai tre mesi precedenti, mentre nel solo mese di giugno il tasso di disoccupazione è salito al 12,7%, ai massimi dopo il 13% di novembre 2014. Il numero dei senza lavoro sempre a giugno è cresciuto di 55.000 unità, anche in relazione al calo di inattivi (-18.000).

Record negativo anche per la disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni (l’incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro) salita in giugno al 44,2%, il massimo dall’inizio delle serie storiche nel 1977.

In calo di 0,1 punti su mese e invariato su anno anche il tasso di occupazione inchiodato al 55,8% mentre gli occupati – 22,297 milioni – sono in calo dello 0,1% rispetto a maggio (-22.000) e dello 0,2% su base annua (-40.000).

Gli ultimi dati del ministero – Non rincuorano nemmeno i dati diffusi a fine luglio dal ministero del Lavoro secondo cui in giugno i contratti di lavoro in più (al netto dei settori lavoro domestico e Pubblica amministrazione) sono stati 61.098, calcolati come saldo tra quelli attivati e quelli cessati. Ma per i rapporti a tempo indeterminato il saldo è stato negativo, pari a -9.768. A maggio il saldo dei nuovi contratti era +178.176, di cui 1.610 quelli a tempo indeterminato.

Uil: calo negli ultimi due mesi – Per la Uil, invece, i dati Inps confermano che “la fiammata di marzo e aprile sulle assunzioni a tempo indeterminato, frutto della poderosa dose di incentivi (che costeranno 11 miliardi in tre anni), si sta affievolendo”. “L’Inps accende l’ennesima, e a volte contraddittoria, luce su come va il mercato del lavoro ma, prendendo in considerazione dati semestrali, ignora il calo degli ultimi due mesi”. Così Guglielmo Loy, segretario confederale Uil. Che aggiunge: “Non è difficile evidenziare come a giugno la quota di contratti fissi sul totale delle assunzioni, con il 34,5%, continui a calare (-5% su Maggio e -10% su Aprile), tornando ai livelli di alcuni mesi del 2014”, prosegue il sindacalista della Uil. “Sembra così esserci più coerenza con i dati, non positivi, dell’Istat sull’occupazione nel mese di Giugno”.

Il commento, su Twitter, della Cgil

– ’ ’ ,