giovedì , 19 ottobre 2017
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La Bce inaugura il mese caldo delle Banche centrali

MILANO – Sarà la Banca centrale europea a inaugurare il mese caldo delle istituzioni monetarie centrali: giovedì si riunisce per la prima volta – dopo la pausa estiva con le relative turbolenze di mercato legate alla crisi cinese – il direttorio della Bce, che non toccherà i tassi d’interesse. Negli ultimi giorni gli analisti si sono piuttosto interrogati sul possibile ampliamento degli acquisti nell’ambito del Quantitative easing, il piano che coinvolge anche i titoli di Stato. Le parole del membro del Comitato Esecutivo Peter Praet hanno fatto saltare la mosca al naso degli investitori: ha sottolineato come “gli sviluppi dell’economia mondiale e dei prezzi delle materie prime hanno incrementato i rischi al ribasso del conseguimento di un’inflazione sostenibile al 2%” e ha aggiunto che il direttivo “monitorerà da vicino tutte le nuove informazioni. Non dovrà esserci alcuna ambiguità nell’auspicio e nella capacità del direttivo di agire, se necessario”.

In ogni caso, si attendono toni da “colomba” da parte del governatore Mario Draghi, dal quale gli osservatori si attendono il pieno supporto ai mercati e alla fragile ripresa economica. Ben più importante sarà il meeting del 16 e 17 settembre della Fed, dal quale potrebbero arrivare novità sull’innalzamento dei tassi d’interesse. I banchieri centrali americani sono nel mezzo di un dilemma: da una parte, l’economia Usa procede spedita e suggerisce una normalizzazione della politica monetaria; dall’altra, il pericolo di una ripresa delle vendite sui mercati asiatici e di una forte frenata dell’economia cinese non mettono gli Stati Uniti al riparo dalle turbolenze. Il vicepresidente Stanley Fischer, intervenendo al simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole, ha ribadito che il rialzo avverrà “probabilmente in maniera graduale” alla luce della bassa inflazione. “Ci sono buone ragioni per ritenere che l’inflazione in Usa salirà” a partire dagli effetti del crollo del petrolio e della fiacchezza del mercato del lavoro, ritenuti in via di esaurimento, ha spiegato. Inoltre quest’anno l’inflazione verrà tenuta sotto temporanea pressione dal rafforzamento del dollaro, ha aggiunto Fischer, e proprio per questo, “non dovremmo attendere che l’inflazione torni al 2% per iniziare la stretta”. Se si cominci ad innalzare il costo del denaro già a settembre, resta da vedere, anche se gli analisti non lo escludono più come facevano qualche giorno fa, nel pieno della tempesta finanziaria cinese.

In settimana non mancano i dati macroeconomici di rilievo. Piazza Affari riparte dopo un’ottava in altalena, che si è chiusa in recupero dello 0,6%. Il bilancio mensile di agosto, a un solo giorno dal termine, è però in negativo di quasi sette punti percentuali. Forti variazioni anche per il petrolio, che nelle ultime sedute è comunque risalito sensibilmente grazie ai dati sulla crescita Usa, con il Wti tornato sopra 44 dollari al barile. Ecco i principali eventi della settimana.

Lunedì 31 agosto. L’Istat diffonde i dati del commercio al dettaglio relativi a giugno. A seguire vengono comunicati dati dei prezzi al consumo (stima provvisoria) relativi ad agosto, insieme alle città campione diffondono le anticipazioni dei prezzi al consumo relativi ad agosto. Infine è attesa la diffusione dei dati sul fatturato dei servizi relativi al secondo trimestre. L’inflazione viene pubblicata anche a livello di Eurozona, mentre le vendite al dettaglio sono previste anche in Germania. Prima, dal Giappone, si aspetta la produzione industriale. Negli Usa occhi sul Pmi di Chicago.

Martedì 1 settembre. In Italia occhi sulla disoccupazione, che arriva anche dalla Germania. Da monitorare poi l’andamento dei Pmi manifatturieri del Vecchio Continente e dell’Ism manifaturiero Usa. L’Istat pubblica i conti trimestrali, con il Pil definitivo del secondo periodo dell’anno.

Mercoledì 2 settembre. Negli Usa si pubblicano i dati sui nuovi occupati Adp ad agosto (stima). A seguire vengono comunicati i dati sulla produttività nel secondo trimestre e sugli ordinativi industriali a luglio.

Giovedì 3 settembre. A Francoforte si riunisce il Consiglio direttivo della Bce. In Giappone si pubblicano i dati sui Pmi dei servizi, seguiti da quelli europei e Usa. Dall’Eurozona si aspettano anche i dati sulle vendite al dettaglio, dalla Francia la disoccupazione, dagli Usa le richieste di sussidi per la disoccupazione e la bilancia commerciale.

Venerdì 4 settembre. La Germania pubblica gli ordinativi dell’industria, la Francia la fiducia dei consumatori, gli Usa i dati sui nuovi lavoratori dipendenti ad agosto, sui salari contrattuali e sulla disoccupazione.

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