lunedì , 26 giugno 2017
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Grecia, venduti 14 aeroporti ai tedeschi

Il governo greco ha approvato la cessione di 14 aeroporti regionali alla società tedesca Fraport per 1,23 miliardi di euro. Si tratta della prima privatizzazione completata da quando Atene ha raggiunto l’accordo con i creditori sul terzo piano di salvataggio.

La Ue: “Aspettiamo di vedere maggiori dettagli” – “Prendiamo nota delle prime decisioni concrete prese questa mattina”, “ma aspettiamo di vedere maggiori dettagli” sull’operazione, ha commentato la portavoce della Commissione Ue Annika Breidthardt, affermando che il contratto deve essere ancora firmato e l’intesa finalizzata. La portavoce ha quindi ricordato che il Memorandum d’intesa per il terzo programma greco prevede che il Fondo da 50 mld per le privatizzazioni sia reso operativo entro fine anno.

Bollette elettriche non pagate per oltre 2 miliardi di euro – Intanto ammonta a oltre due miliardi di euro l’importo delle bollette della luce non pagate dovuto alla Public Power Corporation, l’azienda statale greca per l’energia elettrica, dai suoi clienti. Lo ha riferito il capo del sindacato Genop, Giorgios Adamitis, specificando che la quota maggiore, pari a 1,5 miliardi di euro è dovuta dalle famiglie, le grandi società sono in debito per 280 milioni e lo Stato per 220 milioni. Infine circa 330 milioni sono dovuti da clienti che hanno cambiato gestore senza aver prima saldato i loro conti con la Ppc. La società elettrica, ha detto Adamitis, ha chiesto all’Autorità per l’Energia di Atene di intervenire per evitare che i clienti possano lasciare l’azienda senza prima aver pagato le bollette scadute.

Moody’s: “Rischi di una Grexit sono diminuiti ma non scomparsi” – Secondo Moody’s i rischi di una Grexit sono diminuiti rispetto a giugno e luglio ma non del tutto scomparsi. Secondo l’Agenzia l’incertezza politica, la mancanza di fiducia tra il governo greco e creditori e la recessione economica potrebbe far ‘riaffiorare’ la possibilità che la Grecia possa uscire dall’euro.

Intanto, da Berlino arriva la smentita che il fabbisogno di Atene sia cresciuto. Resta a 86 miliardi di euro, non occorrono altri 6,2 miliardi. La portavoce della Commissione Ue Annika Breidthardt ha spiegato che il pacchetto potrebbe anzi “essere molto meno se tutto va bene” nei prossimi 3 anni sia sul fronte delle privatizzazioni che del ritorno al finanziamento sui mercati. Se l’Fmi poi parteciperà al nuovo programma la sua quota verrà dedotta dagli 86 miliardi.

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